Ultima giornata di R.I.V.E. alla Fiera di Pordenone: raddoppiati i visitatori rispetto al 2017

Fiera di Pordenone  27/11/2018

Nella giornata conclusiva: la ribolla protagonista di un convegno a cura della Regione FVG

Si registra un continuo crescendo di visitatorialla Fiera di Pordenone dove è in corso la seconda edizione di R.I.V.E., rassegna internazionale di viticoltura ed enologia, la manifestazione si conclude giovedì 29 novembre. Doppiato rispetto al 2017 il pubblico per la soddisfazione degli oltre 160 espositori presenti che hanno potuto incontrare viticoltori, cantine sociali, consorzi di produzione, enologi, vinificatori e distributori, provenienti da tutto il Nordest ma anche da Slovenia, Croazia, Germania, Austria.

Hanno avuto una più alta concentrazione di visitatori i padiglioni dedicati al vivaismo viticolo e alla viticoltura dove sono in esposizione strumenti e attrezzature per la coltivazione della vite, la meccanizzazione e la lotta contro i patogeni. Molta attenzione anche per le novità presenti negli stand del settore vinificazione ed enologia con macchine, attrezzature e prodotti per la trasformazione dell’uva in vino, l’affinamento,la conservazione e la commercializzazione del vino. Un fenomeno che rispecchia l’altissima concentrazione di aziende agricole del territorio che operano nella prima fase della filiera del vino rispetto a quelle di trasformazione e vendita del prodotto finito.

La giornata di oggi si è aperta in in Sala Zuliani dove si è parlato di un tema così per i consumatori e per i produttori – la sostenibilità – ed attorno al quale si stanno sviluppando strategie innovative di coltivazione della vite e di certificazione del vino.

In questi anni il settore ha utilizzato la scorciatoia del biologico, che si rivela però insufficiente a dare risposte organiche e convincenti ai numerosi quesiti ancora insoluti che sono alla base di un approccio integralmente sostenibile alla produzione del vino.

Al convegno “Quale sostenibilità in viticoltura?”, moderato dal direttore dell’Informatore Agrario, dottor Antonio Boschetti, sono intervenuti il dottor Stefano Cinti della Commissione Europea – Direzione Generale Agricoltura che parlerà della “Sostenibilità delle produzioni vinicole, un’opportunità per i produttori della Comunità Europea” che ha spiegato: “La Riforma della PAC Politica Agricola Comune post 2020: è un’opportunità per gli stati membri. La riforma è in dibattito al parlamento e al consiglio e la commissione dialoga. La prossima primavera è possibile un accordo sul quadro finanziario mentre a maggio elezioni del Parlamento europeo”; il professor Attilio Scienza, presidente del Comitato scientifico di Enotrend e anima della manifestazione che ha relazionato su “Viticoltura sostenibile, l’innovazione digitale e genetica: a che punto siamo?” spiegando: “La crisi dei consumi ed il diffuso sentimento di incertezza che accompagna la nostra vita quotidiana ha accentuato l’avvicinamento dei consumatori a quei prodotti che vengono considerati più credibili per la loro provenienza dall’area della cosiddetta green economy e che sono in grado di dimostrarlo con trasparenti iniziative di informazione e convincenti politiche di comunicazione, ricche di esempi e di risultati raggiunti. Gruppi di viticoltori hanno proposto forme di viticoltura pauperistica quali la viticoltura biodinamica, ma i risultati economici della gestione dei vigneti con queste tecniche e la qualità dei vini ottenuti, appaiono ancora lontani da una vera soluzione del problema.

Il consumatore è sempre più lontano non solo fisicamente dai luoghi dove si producono gli alimenti e mentre manifesta un comportamento fidelistico in alcuni “segni” che il produttore biodinamico adotta, che hanno solo un significato simbolico e non sono giustificabili dai riscontri del metodo scientifico, accoglie con un atteggiamento di scetticismo le ragioni dei produttori convenzionali.

Probabilmente “la virtù sta nel mezzo” e cioè nella possibilità di utilizzare gli strumenti della ricerca per dimostrare l’efficacia di alcune “buone pratiche” nella gestione dei vigneti per raggiungere un prodotto di alta qualità organolettica e nutraceutica.

Per rassicurare il consumatore è però necessario sostenere i riscontri analitici con un approccio olistico, che identifichi nel mantenimento della biodiversità del vigneto, in tutte le sue forme: è questo l’obiettivo della viticoltura del futuro. L’attenzione non è più rivolta solo all’uso più o meno disinvolto dei presidi chimici ma alla multifunzionalità dell’agricoltura attraverso la biodiversità ambientale attorno e dentro i vigneti, del paesaggio, del mantenimento di una ruralità dignitosa.

La sostenibilità ha bisogno di robuste dosi di innovazione, possibili grazie all’evoluzione digitale della viticoltura 4.0 da realizzarsi attraverso il Genome editing (la correzione del genoma), le piattaforme digitali, la space economy. Appare infatti determinante, per una viticoltura sostenibile che sempre più deve fare i conti con gli effetti del cambiamento climatico, disporre di modelli previsionali che da un lato ci consentano di valutare in anticipo gli effetti delle variazioni su scala ambientale ridotta (mesoclima-microclima), soprattutto ai fini irrigui e dall‘altra di costruire dei data-base sui comportamenti fenologici e produttivi delle varietà, per indirizzare le nuove scelte varietali. Questa modellistica, utilizzando la grande disponibilità di dati meteorologici e correlandoli con le osservazioni fenotipiche delle varietà coltivate nei vari ambienti, consentirebbe interventi di tecnica colturale tempestivi. La tempestività è la parola d’ordine per dare efficacia agli interventi di mitigazione nei confronti degli effetti del cambiamento climatico. Viene infatti confermata l’importanza” della cosa giusta al momento giusto“ (just in time) nella lotta antiparassitaria, nella fertilizzazione (epigea e fertirrigazione), nel Copernicus che sia avvale di un nuovo satellite, il Sentinel 2B, lanciato in questi giorni dal vettore italiano Vega(e che affianca il Sentinel 2 A) e che fornisce non solo informazioni sui comportamenti della vite in funzione delle temperature e delle precipitazioni a grande dettaglio ma anche i modelli numerici per la loro interpretazione”.

Attraverso la correzione del genoma – che va annoverata tra le new breeding technology – viene praticata una sorta di microchirurgia con la quale si opera sui geni di suscettibilità, la cui presenza è necessaria affinché si manifesti una malattia. L’inattivazione di questi geni porta ad una pianta resistente. L’esempio più noto è quello dei geni Mlo (MildewResistancelocus O) la cui inattivazione conferisce resistenza all’oidio alla vite. Questa tecnica non prevede un trasferimento di geni estranei alla specie come è invece quella che porta agli OGM (transgenesi) in quanto modifica solo alcune basi dei geni presenti nella stessa specie (cisgenesi o intragenesi). L’intervento è quindi comparabile ad una mutazione naturale, sull’esempio di quelle che fanno comparire improvvisamente su una vite che produce grappoli colorati, dei grappoli bianchi (Pinot nero>Pinot bianco). Con essa è possibile far diventare i vitigni autoctoni resistenti a oidio e peronospora capaci quindi di produrre un vino in tutto simile a quello di vino prodotto senza trattamenti fitosanitari.

Durante lo stesso convegno il dottor Vittorio Ramazza di Coop Italia sulla “Sostenibilità, trasparenza e tracciabilità per i consumatori: il ruolo della etichettatura. Il pensiero delle rappresentanze dei produttori e consumatori”. La dottoressa Federica Camin, responsabile di tracciabilità Fmach e il dottor Giuseppe Liberatore di Valoritalia hanno illustrato, invece, i nuovi strumenti per valutare la tracciabilità dei vini.

Al convegno è seguita la tavola rotonda “Gli standard della sostenibilità del vino italiano: verso una norma unitaria” a cui hanno preso parte il dottor Giuseppe Ciotti del Mipaaft, il professor Ettore Capri di VIVA e il dottor R. Ricci Curbastro di Equalitas.

Altri convegni della seconda giornata

Alle 9.30 in Sala Vite (Pad. 1) si è tenuto il talk organizzato da IoAgri e Unifrutti Traders Ltda su “Come ottimizzare i costi dell’azienda agricola? IoAgri un alleato per le piccole e medie imprese agricole” in cui è stato presentato il sistema una panoramica di servizi per monitorare l’impatto dei costi dei macchinari, della manodopera, degli affitti, delle utenze e delle spese generali al fine di calcolare il reale costo di produzione di ogni singola coltura in campo.

Alle 11.30 la Sala Vino (Pad. 5) ha ospitato la degustazione: “Il mistero del fungo… lo spumante molto oltre madame Cliquot” a cura del dottor Stefano Zaninotto dell’azienda Amorim Cork, l’azienda portoghese con sede anche a Conegliano (TV), che ha spiegato: “La destagionalizzazione del consumo del vino spumante ha portato ad un forte incremento del suo consumo anche in aree non storicamente legate a questo prodotto. Proprio lo spumante è un vino particolare chiuso in un modo unico che presenta all’interno della bottiglia pressioni in qualche caso superiori alle 6 atmosfere. La maggiore conoscenza dei meccanismi di tappatura, i limiti dei materiali e delle bottiglie, una gestione più attenta di queste operazioni possono migliorare considerevolmente la fruizione di questo prodotto evitando alcuni rischi collegati al prodotto. Inoltre l ‘approfondimento dei meccanismi legati ai gas alla schiuma ed all’effervescenza potranno dare ai partecipanti maggiori conoscenze del prodotto stesso sfatando qualche mito che si lega a doppio filo alla dimensione di nobiltà dello spumante”.

Alle 12.00 in Sala Vite (Pad. 1) si è parlato di “Produzione e qualità binomio possibile in vigneto grazie all’uso di biostimolanti specifici” a cura di Green Has Italia in collaborazione con Zamarian Agricoltura e Cooperativa Spazio. Durante l’incontro tecnico sono stati presentati tre prodotti: il Green BZn prodotto ad azione biostimolante da utilizzare in combinazione ai ceppi di Tricoderma nel programma di prevenzione del Mal dell’Esca; Expando un biostimolante che ha ottenuto ottimi risultati in viticoltura sia sul Pinot Grigio con allungamento rachide e produzione e su Prosecco allungamento rachide ma soprattutto incremento allegagione ed infine Hascon M10 un prodotto utilizzato a fine ciclo per l’incremento del grado brix e dei punti colore.

Sono seguite in Sala Vino (Pad. 5) alle 14.00 le esperienze del Consorzio Tutela Vini Soave e del Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene sul progetto partito nel gennaio del 2018 e con durata di 3 anni. “ITACA: Innovazione tecnologica e ambientale per la gestione dei trattamenti nella viticoltura eroica” finanziato dal PSR Misura 16.2.1. Partecipano al gruppo di ricerca: l’Azienda Agricola Scandolera di Colbertaldo (TV) il Dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova, la sezione di Legnaro dell’Istituto IRET del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco, il Consorzio di Tutela dei Vini Soave e Recioto di Soave, l’Azienda agricola Coffele di Castelcerino (VR), la ditta Irrigazione Veneta s.r.l. e l’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana – Dipartimento di Prevenzione.

Quella eroica è la viticoltura condotta su terreni impervi, con pendenze elevate e dove non è possibile la meccanizzazione, è definita viticoltura eroica. La viticoltura eroica nel Veneto è una realtà di grande importanza economica, sociale, paesaggistica e turistico-culturale che va salvaguardata e incentivata. Nella viticoltura eroica le pratiche colturali sono molto costose e faticose e prevedono soluzioni spesso non ottimali dal punto di vista ambientale, come nel caso della difesa fitosanitaria. Il progetto si pone l’obiettivo di dimostrare come sia possibile salvaguardare la viticoltura eroica, ridurre la deriva, produrre un vino con ridotto residuo tramite l’allestimento di un impianto fisso per i trattamenti fitosanitari e l’impiego di altre innovazioni di processo.

Il Consorzio Tutela Vino Merlara Doc, invece, ha illustrato “GREEN VISION: esperienze ecologiche nuove per una viticoltura sostenibile, innovativa e naturale”.

Nato dall’intesa tra l Consorzio a Tutela Vini Merlara, gruppo Collis – Cantina Veneta, Agrea e World Biodiversity Association per lo sviluppo e l’innovazione dal punto di vista ambientale del territorio della DOC Merlara, il progetto è finanziato dal GAL Patavino tramite le misure sulla cooperazione e prevede una serie di azioni per lo studio e la valorizzazione del patrimonio eco-agro-colturale in ottica di preservazione e di innovazione, consentendo la creazione di strumenti volti mantenimento degli equilibri ambientali di un’area in forte sviluppo viticolo. L’obiettivo finale infatti è quello di una crescita bilanciata della viticoltura all’interno dell’area, senza trascurare quelli che sono gli aspetti riguardanti la tutela e l’integrità di un ecosistema che può essere usufruito anche dal punto di vista del turismo rurale.

I rilievi che verranno effettuati saranno alla base di uno studio sulla gestione del vigneto dal punto di vista ambientale, favorendo mantenimento della flora e fauna locale e guardando inoltre al cambiamento climatico, consentendo alle aziende di fronteggiare alcune emergenze con nuovi strumenti a basso impatto ambientale ed economico.

Un progetto innovativo che mette insieme per la prima volta competenze e professionalità trasversali per un’analisi approfondita di quelli che possono essere gli sviluppi di una viticoltura moderna e integrata con il paesaggio e l’ambiente rurale, oltre che rispettosa delle persone che vivono sul territorio.

Nel pomeriggio si è tenuto anche l’evento promosso da BCC Pordenonese e Gruppo Bancario Iccrea dal titolo “Il Nord Est vitivinicolo a confronto. Il sostegno del Gruppo Bancario Iccrea” durante il quale è intervenuto il presidente BCC Pordenonese, Walter Lorenzon che sottolineato: “Il percorso che il Gruppo sta svolgendo è volto ad essere partner strategico per far crescere le aziende del settore ed essere banca del territorio accanto alle aziende vitivinicole”.

Enrico Duranti, amministratore Delegato Mediocredito Fvg ha parlato del sostegno del Gruppo Bancario Iccrea per il settore, Carlo Orlandi, amministratore Delegato Area Nord Est – Gruppo Assiteca, Loretta Lusa, responsabile della Filiale di Pordenone – Gruppo Assiteca sulla gestione innovativa del rischio, Mauro Conti, direttore BIT SPA su “Facciamo i conti con la sostenibilità” e Denis Pantini di Nomisma sulla competitività e prospettive per i vini del Nord est nel mercato mondiale. E’ seguita la tavola rotonda a cui hanno partecipato i presidenti Giorgio Piazza per il Consorzio Vini Venezia, Adriano Gigante per il Consorzio Doc Friuli, Sandro Gini per il Consorzio Soave e Stefano Zanette per il Consorzio Prosecco. Moderatore Antonio Boschetti, direttore dell’Informatore Agrario. Le conclusioni sono state affidate a Luca Gasparini, Chief Business Officer (CBO) di Iccrea Banca S.p.A.

In Sala Superiore – Centro congressi, dalle 15.30 l’azienda Dupont specializzata nelle produzione di prodotti per l’agricoltura, ha proposto il convegno “Zorvec ed il catalogo Corteva Agriscience™ per una viticoltura sostenibile”, per fare il bilancio del primo anno di impiego dell’innovativo antiperonosporico Zorvec® e ha visto la partecipazione di svariati relatori interni alla società e di importanti stakeholders provenienti da più parti d’Italia che hanno portato la loro testimonianza diretta relativa all’impiego di questa innovazione senza precedenti. Modera il dottor Giannantonio Armentano dell’Informatore Agrario.

In Sala Vite (Pad. 1) alle 15.30 con BluAgri si è affrontato il tema de “La fertilità microbiologica del suolo: dalla ricerca ai risultati pratici in vigneto”, un evento unico di approfondimento nei temi della fertilità microbiologica del suolo rivista in chiave pratica ed accessibile a tutti. Il microbiota, ovvero l’insieme delle popolazioni batteriche e fungine che vivono nel suolo, è la chiave della fertilità. Il suo ruolo si sta dimostrando fondamentale per la viticoltura moderna. Grazie ai relatori nazionali ed internazionali verranno affrontati i vari aspetti che concorrono al miglioramento della fertilità in vigneto, dallo sviluppo della radice alla produzione dell’uva.

Il professor Andrea Squartini dell’Università di Padova DAFNAE ha relazionato su “La biodiversità microbica quale valore per l’ambiente e per l’impresa. Metodi per tutelarla e indicatori per misurarla”, il dottor Alberto Acedo di Biomemakers – San Francisco (USA) interverrà su “Il complesso microbioma del vigneto: confine e reti nella diversità microbica globale, funzionale e patogena”, il dottor Diego Ivan, responsabile Friuli di BluAgri su “Come coltivare il suolo: dal sovescio alle tecniche sostenibili per incrementare la fertilità del vigneto”, la dottoressa Martina Broggio di BluAgri “La fertilità microbiologica del vigneto: i risultati della nuova tecnologia BluVite in campo” ed il dottor Filippo Taglietti di BluAgri su “Bilancio e sostenibilità economica nell’impiego della linea BluVite”

Anche per la seconda giornata di R.I.V.E. L’Informatore Agrario ha proposto una serie di appuntamenti. A partire dalle 10.30 in Sala Vite (Pad. 1) il workshop “Fertilizzazione del vigneto per uve di qualità“ con Federica Gaiotti di Crea, alle 14.00 si è parlato di “Monitoraggio in remoto dalla vigna alla fermentazione” con il professor Alessandro Ulrici ed il professor Luigi Rovati mentre Ersa nello stand 8 del Padiglione 5 ha proposto alle 11.00 l’approfondimento sulla flavescenza dorata della vite: un problema da non sottovalutare con Pierbruno Mutton, alle 15.00 si è parlato di sperimentazione in viticoltura integrata e biologica e sviluppo modelli a supporto della difesa fitosanitaria a cura di Ersa con Gianluca Gori,Davide Bianco, Marco Stocco e Markus Castelluccio e alle 16.30 del progetto AgriCS: un’opportunità a favore della sostenibilità in agricoltura a cura di Ersa con Valentino Volpe.

Tutti gli appuntamenti del 29 novembre, terzo giorno di R.I.V.E.

Le nuove varietà e il territorio: l’enologo chiede e il genetista risponde. E’ questo il filo conduttore della terza giornata che vedrà 9 appuntamenti scientifici susseguirsi nelle sale dedicate all’interno di Pordenone Fiere.

Sala Zuliani, dalle 9.30 ospita il convegno “Le nuove varietà e il territorio: l’enologo chiede e il genetista risponde” moderato dal dottor Lorenzo Tosi di Edagricole-VVQ e Terra è Vita.

Abbiamo pensato – spiega il dottor Riccardo Velasco, coordinatore della giornata – di stimolare l’interazione tra chi esegue materialmente gli incroci e chi alla fine della filiera dovrà utilizzare il prodotto. Partire col piede giusto, cercando da un lato di capire quali sono i tratti cruciali da seguire per favorire una maggiore qualità dell’uva secondo l’enologo e dall’altro quali incroci proporre per migliorare questi tratti nelle varietà del futuro. Non sarà facile ma se non partiamo non arriveremo mai. L’obiettivo è quello di approfondire il dialogo, che fino ad oggi è stato un po marginale, tra chi lavora “ab initio” sul prodotto per comprendere le basi genetiche della vite e dell’uva e chi deve poi utilizzare tale prodotto per crearne uno che ne esalti tutte le potenzialità. Viviamo in una società sempre più sensibile all’attività dell’intera filiera produttiva e la viticoltura necessita una svolta importante in termini di riduzione di input chimico ma che non può prescindere da qualità del prodotto e dal reddito che da questo prodotto deriva. I genetisti propongono soluzioni, ma senza la collaborazione con chi l’uva la produce e poi chi la lavora difficilmente si potrà arrivare a vederle applicate”.

Interverranno il professor Vincenzo Gerbi, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – Università degli Studi di Torino sulle tecniche enologiche per l’esaltazione della diversità viticola, Urska Vhrovsek di FEM sulla comparazione tra la composizione delle uve e dei vini da vitigni resistenti e tradizionali, il professor Luigi Moio, del Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II per una logica dell’espressione territoriale del potenziale enologico ed il dottor Rodolfo Rizzi di Assoenologi sul tema “L’enologo: un professionista che interpreta i gusti del consumatore”.

Seguirà la tavola rotonda a cui prenderanno parte lo stesso professor Riccardo Velasco, direttore di Crea viticoltura ed enologia Conegliano Veneto, il professor Raffaele Testolin, docente di Frutticoltura e Risorse Genetiche in Agricoltura presso l’Università di Udine, Francesco Iacono, direttore di ONAV, Eugenio Sartori dei Vivai Cooperativi Rauscedo, Mario Pojer, enologo e Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi.

Ersa proporrà tre workshop allo stand 8 del Padiglione 5 rispettivamente alle 11.00, alle 15.00 e alle 16.30 su questi temi: “I controlli fitosanitari nel vivaismo viticolo” con Gianluca Governatori, “I controlli funzionali e la regolazione delle macchine irroratrici nell’ambito dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” con SimoneSaro di Ersa e NicolaZucchiatti dell’Università di Udine e “L’attività del laboratorio del Servizio fitosanitario regionale” con Gianluca Bianchi.

Due invece gli appuntamenti organizzati dall’Informatore Agrario: alle 11.30 in Sala Vite (Pad. 1) sulle “Prospettive per la difesa bio in vigneto” con GiovanniBigot di Perleuve e alle 14.00 sulle “Analisi e prospettive dei servizi enologici conto terzi” con Stefano Scaggiante.

Alle 11.00 in Sala B Inferiore BCC Pordenonese e ASSITECA Spa propongono il convegno sulla “Gestione innovativa del rischio per il settore vitivinicolo”. Durante l’incontro verranno trattati argomenti riguardanti la gestione integrata del rischio, intesa non solo come strumento di salvaguardia del patrimonio dell’impresa ma anche di miglioramento del proprio rating, delle potenzialità di investimento e di apertura ai mercati. Intervengono GianfrancoPilosio, direttore Generale Bcc Pordenonese, Michele Vimini, amministratore delegato di Assiteca Agricoltura, MaurizioOrenti, consigliere e responsabile commerciale di Assiteca Agricoltura, LuigiGazzola, senior underwriter di Allianz Re.

Protagonista del pomeriggio di chiusura sarà, invece, la ribolla, nell’ambito del convegno in programma alle 14.30 dal titolo “Gli autoctoni del FVG tra clima e mercato. La Ribolla Gialla e i suoi fratelli: quando il local diventa global” a cura delle Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e VVQ, Vigne, Vini & Qualità – Terra e Vita – Edagricole.

Condotto da Lorenzo Tosi, il convegno vedrà intervenire un rappresentante della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Paolo Tonello di ERSA, l’Agenzia regionale per lo Sviluppo rurale), Riccardo Velasco del CREA-VE (Conegliano) su “Autoctoni, un patrimonio inesauribile da preservare dal climate change”, Marco Stocco di Ersa su “Le Viti dimenticate” e l’impegno dell’Agenzia regionale, Tiziana Sarnari di Ismea su “Gli autoctoni e la sfida del mercato: perché e dove si impongono”, Alessandra Biondi Bartolini di Innovino su “Gli autoctoni nelle vendite online”.

Seguirà la tavola rotonda sulla tutela e la valorizzazione degli autoctoni di successo a cui prenderanno parte MicheleZanardo del Comitato italiano vini, ValerioCiva del Progetto Ribolla Gialla, LucaMarcolini de “Il Refosco fa filiera” e AdrianoGigante di “Friulano, con orgoglio”. Le conclusioni sono affidate assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche, StefanoZannier.

Alle 15.30 in Sala Vite (Pad.1) CondifesaFVG organizza il convegno “Le imprese crescono: monitoriamo i fornitori – Gli intermediari assicurativi in rete con il CONDIFESAFVG per un’ottimale Gestione del Rischio delle Imprese VitiVinicole”. Modera il giornalista Adriano Del Fabro.

Previsti gli interventi di FabioBenedetti, presidente Condifesa FVG su “L’Assicuratore e l’Impresa”, PaolaGrossi, direttore Asnacodi e componente UE Copa-Cogeca su “Esternalizzare il rischio: bisogni e convenienza dell’Impresa”, Filippo Codato, segretario di Agrifondo mutualistico su “I fondi di Mutualità: il giusto complemento per l’impresa SOCIA”, Marco Malison, responsabile Vitivinicolo Coldiretti FVG su “Disciplinari produttivi: istruzioni per l’uso”, FrancescoZanelli, responsabile C.A.A. Confagricoltura FVG su “Fascicolo del Produttore e P.A.I.: il normale cronoprogramma”. Conclusioni a cura di Albano Agabiti, presidente di Asnacodi.

L’appuntamento conclusivo della tre giorni è affidato alla Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Pordenone e Udine alle 17.00 in Sala Vino per un degustazione di vini del territorio.

R.I.V.E è aperta alla Fiera di Pordenone ancora mercoledì 28 e giovedì 29 novembre dalle 9:00 alle 18:00. I padiglioni coinvolti dalla manifestazione sono 1, 2, 3, 4, 5 con ingressi Centrale e Sud. L’accesso alla manifestazione è gratuito e riservato agli operatori del settore con registrazione obbligatoria sia on-line nel sito sia direttamente in fiera agli ingressi.

Per informazioni pratiche dettagliate e aggiornamenti sull’evento: www.exporive.it

Il progetto Enotrend continua online su blog.enotrend.it